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31.01.2017
Un cucciolo in arrivo? Ecco qualche consiglio per accoglierlo al meglio.
Appena adottato, il cucciolo interpreta la famiglia come una specie di nuova cucciolata cercando un riferimento materno che trova in genere nella prima persona che si prende cura di lui, accogliendolo e dandogli da mangiare...

Un cucciolo in arrivo? Ecco qualche consiglio per accoglierlo al meglio.


Appena adottato, il cucciolo interpreta la famiglia come una specie di nuova cucciolata cercando un riferimento materno che trova in genere nella prima persona che si prende cura di lui, accogliendolo e dandogli da mangiare. E' naturale per noi sentirlo già come uno di casa, aver voglia di coinvolgerlo nel gioco, farlo vedere agli amici ma, al contrario, dobbiamo evitare di subissarlo di stimoli o di richieste: pertanto è assolutamente sconsigliabile la processione di parenti e amici e il frastuono concitato della famiglia raccolta intorno a lui. Ricordiamo che nei primi giorni la tranquillità è la cosa più importante.

Preoccupiamoci quindi di trovargli un luogo idoneo per il suo riposo - dove cioè posare la sua brandina - che non sia troppo frequentato e nemmeno troppo isolato quindi non davanti alla porta di casa e nemmeno in cucina così come, per motivi opposti, sono da evitare il giardino, la terrazza, il garage o il bagno in quanto troppo isolati dalla vita della famiglia. Sopra la brandina posizioneremo una copertina (TX37191-TX37195 / TX37163-TX37165 / TX37201-TX37206), questa attenzione ci sarà molto utile successivamente perché, durante qualunque trasferta, se accanto a noi metterà subito in tranquillità il cane che riconoscerà in essa la sua zona di privacy.

Sulla copertina il cucciolo deve sentirsi a suo agio diamogli perciò un ossetto per gustarsi un po’ di relax e bocconcini (TX31491 / TX31492 / TX31533 / TX31704 / TX31706) tutte le volte che sarà tranquillo. Se il cane è sulla copertina non lo si dovrà disturbare per fargli operazioni fastidiose come pulirgli le orecchie o spazzolarlo poiché questo andrebbe a inficiare sul senso che il cane attribuisce a tale prezioso oggetto: un luogo dove sentirsi sicuro e protetto.

Appena adottato il cucciolo è ancora in fase di attaccamento, vale a dire non è in grado di stare da solo: è un dettaglio non piccolo perché in genere le persone pensano di poter lasciare da solo il cucciolo, soprattutto di notte, ma non è così. Se lo mettiamo chiuso in bagno o in garage oppure da solo nella sala, anche se accanto alla sua brandina o nel più comodo dei giacigli, il cucciolo comincerà a lamentarsi sonoramente per richiamare la presenza della sua base sicura. Non è viziato, sta semplicemente esprimendo un bisogno essenziale esattamente come se fosse assetato: richiede protezione perché si sente insicuro.

Affrontare le prime notti da solo per lui non è possibile nemmeno se si trova a suo agio sulla brandina; la cosa migliore è andare a dormire accanto a lui perlomeno le prime settimane in modo tale che lentamente si abitui a riposare nel suo nuovo ambiente. Poi abitueremo il cucciolo a stare tranquillo sulla copertina mentre noi rimanendo sempre nella stessa stanza leggiamo un libro o sbrighiamo altre faccende. Presto potremo così lasciarlo da solo anche di notte senza farlo impensierire.

E' normale per un cucciolo fare la pipì sui tappeti, sporcare dove gli capita e rosicchiare qualunque cosa. Per questo avremo cura di allontanare temporaneamente tutti gli oggetti che vogliamo salvaguardare, togliendoli dalla sua portata. All'inizio la qualità più importante di cui dovremo armarci è la pazienza, abbandonando la pretesa di estrema pulizia della casa perché altrimenti vivremo male le prime settimane di arrivo del cucciolo che dovranno essere invece ricordate come un momento meraviglioso: quello dell’arrivo di un nuovo membro della famiglia. Se daremo eccessiva attenzione ai suoi bisognini depositati qua e là, accorrendo con tutto l'occorrente per pulire, andremo ad accrescere ciò che vorremmo contenere: lui prenderà questi movimenti come un gioco e sarà portato a rifarla nello stesso posto.

Meglio portarlo in un'altra stanza, dedicargli un po' di attenzioni per distrarlo, poi in sua assenza provvedere a pulire. Se lo sgrideremo - purtroppo c'è ancora chi consiglia di mettere il muso nella pipì! -  non vi è azione più sbagliata in quanto creeremo nel cucciolo un'inibizione ma non riferita al luogo bensì alla nostra presenza: il cucciolo non sarà più capace di farla davanti a noi, con il risultato che sporcherà per casa di nascosto o in punti poco visibili e mai più la farà quando lo accompagneremo al parco.

Anche i giornali non sono la scelta giusta. Il modo migliore è portarlo più volte possibile all'esterno, soprattutto al mattino presto, dopo mangiato o dopo una dormitina, verso sera. Ogni volta che lui la farà sul prato noi immediatamente gli diremo "bravo" e lo premieremo con un bocconcino gustoso. In breve il cucciolo si abituerà a tal punto a sporcare all'esterno o su un prato che non sarà in grado di farla se non si trova in quelle condizioni.

Se terremo presenti questi piccoli accorgimenti saremo pronti a vivere al meglio una delle esperienze più gratificanti che la vita è in grado di offrirci: l’allargamento del nostro nucleo famigliare a un’altra specie – quella canina – capace di instaurare con noi un rapporto unico e profondo.


Roberto Marchesini
Direttore di Siua, Scuola di Interazione Uomo-Animale
www.siua.it email: estero@siua.it