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01.07.2015
Come l’afa estiva altera il comportamento del gatto
Quest’anno abbiamo assistito ad una serie di fenomeni meteorologici senza precedenti che hanno visto innalzarsi la temperatura ben al di sopra delle medie stagionali. Cosa succede ai nostri amici pelosi?

Come l’afa estiva altera il comportamento del gatto


Quest’anno abbiamo assistito ad una serie di fenomeni meteorologici senza precedenti che hanno visto innalzarsi la temperatura ben al di sopra delle medie stagionali. Caronte è il nome dato solo ad una delle numerose correnti torride che, per giorni, ci hanno fatto boccheggiare e anelare per un ventilatore acceso o per un getto d’aria condizionata - con tutte le conseguenze ambientali del caso, ahinoi.

Chi convive con un gatto avrà probabilmente avuto modo di osservarlo anche da sé ma ribadirlo credo possa essere utile anche a futura memoria. Temperature così estreme rispetto alla media cui siamo abituati fanno penare tutti, anche gli animali che ci circondano. Teoricamente, i mici hanno un livello di tolleranza al caldo superiore al nostro e questo si deve alla loro origine desertica (di fatto, il gatto domestico si è evoluto a partire da una particolare specie di gatto selvatico tipico del Nord Africa). Del resto, sono dotati di un mantello che permette loro di proteggere la pelle delicata dai raggi solari e sono in grado di raffreddare la loro temperatura corporea allungandosi su un fianco durante il sonno oppure mettendo l’addome a contatto con superfici fredde.

Ma quando il caldo è veramente eccezionale e al di fuori dall’intervallo climatico a cui il gatto è abituato e adattato fisicamente, l’eccesso potrebbe comunque metterlo in difficoltà tanto da alterare il suo comportamento e allarmarci inutilmente. 

Quali sono, allora, le variazioni più eclatanti “normalmente” legate al caldo che possiamo osservare?
  • il gatto si rifiuta di uscire soprattutto nelle ore più calde. I gatti sanno che in casa possono ottenere un refrigerio superiore rispetto all’esterno, per cui scelgono di non esporsi alla calura diurna
  • il gatto chiede con maggiore insistenza di uscire al calar del sole e non rientra fino all’alba. Anche questo è molto tipico in un animale dalle origini predatorie crepuscolari che riconosce nella frescura notturna l’unico momento utile per poter godere un po’ dell’esterno e delle sue prede.
  • il gatto mangia di meno e/o beve di più. Il caldo potrebbe alterare il senso di fame e acuire quello di sete. Assicuratevi che abbia sempre almeno una fonte d’acqua a sua disposizione. 
  • il gatto smette di usare i suoi luoghi di riposo usuali e ne sceglie alcuni completamente inediti. Alcuni gatti possono arrivare a dormire sul fresco delle mattonelle, dentro i sanitari del bagno oppure, se ne hanno la possibilità, in un cantina sotterranea. Una cosa è certa: se esiste un punto della casa un po’ più fresco degli altri, loro saranno in grado di individuarlo!
  • il gatto appare impigrito. Se ha poca voglia di giocare, di interagire e in generale sembra più irascibile quando viene toccato o preso in braccio la cosa può in fondo essere comprensibile, giusto?
  • Il gatto smette di venire a dormire sul letto con noi, come ha sempre fatto. Anche questo non deve né allarmare né farci pensare che ce l’abbia con noi. Probabilmente il letto appare un luogo troppo “affollato” e il micio sta semplicemente cercando un’alternativa più fresca dove riposare (il che non significa che rinuncerà definitivamente a fare “il pane” addosso a noi quando ne avrà voglia, sia chiaro!).
Insomma, il caldo mette tutti a dura prova. È importante rendersene conto, saper riconoscere i segnali di insofferenza che il nostro gatto sta esprimendo e, senza farne eccessivi drammi, facilitarlo nel trovare delle soluzioni a lui congeniali. Generalmente, rientrate le temperature, il micio tende a riacquisire le sue abitudini stagionali. Mi preme sottolineare, però, che alcuni di questi comportamenti potrebbero essere dei segnali di un malessere non legato al caldo.

Quindi, in caso di dubbio o se le “stranezze” dovessero protrarsi anche dopo la morsa di calore, non esitate a contattare il vostro veterinario e confrontarvi con lui. Come dicono gli inglesi, “better safe, then sorry” ovvero “meglio prevenire che curare”.

Dott.ssa Sonia Campa

http://www.pet-ethology.it/