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31.07.2015
L’ambiente casa per i pappagalli!
Ormai sono tantissime le persone che aprono le porte di casa a un pappagallo e lo accolgono nella loro famiglia, a partire dalle specie più piccole come cocorite e inseparabili fino alle Ara.

L’ambiente casa per i pappagalli!



Ormai sono tantissime le persone che aprono le porte di casa a un pappagallo e lo accolgono nella loro famiglia, a partire dalle specie più piccole come cocorite e inseparabili fino alle Ara. 

Sono animali sociali che possono convivere volentieri con l’uomo ma restano animali con necessità etologiche legate alla vita naturale. Durante il giorno, infatti, percorrerebbero kilometri in volo per raggiungere le zone di alimentazione e tornare alle zone adibite a dormitorio, si arrampicherebbero per raggiungere frutti e bacche ma anche per espressione del movimento con il proprio corpo. 

Possono agganciare un ramo con un unghia, capovolgersi a testa in giù e raggiungere il fiore o frutto desiderato. Questo ci da la dimensione di quanto per loro sia importante il movimento e ci dice che una gabbia, per quanto grande sia, non gli da modo di esprimere al meglio il loro potenziale cinetico. 

Posatoi e palestre (spazi gioco) da appoggiare in vari punti della casa, su tavoli ma anche in uno spazio della libreria o sui ripiani alti di alcuni mobili, permetteranno ai pappagalli di avere un’ambiente casa con tante postazioni da poter raggiungere in volo o arrampicandosi. In questi spazi possono trovare alimenti, esprimendo la motivazione di ricerca del cibo, o giochi (palline, legno da mordere) con cui poter sviluppare attività in autonomia. Il proprietario può, in tal modo, favorire la frequentazione di luoghi predisposti e sicuri piuttosto di zone dove non sarebbe consono che il pappagallo andasse (come il lampadario o dietro la televisione!). Inoltre creare una zona di alimentazione distinta dalla zona dormitorio per la notte facilità anche la creazione del rituale della “buonanotte”. Il movimento, espresso in tutte le forme possibili, appaga la loro vita tridimensionale e permette un arricchimento che favorisce uno stato di calma nella relazione. Non è da sottovalutare come la possibilità di volare, arrampicarsi, appendersi, percorrere tragitti non solo in orizzontale ma anche verticale, obliquo, talvolta basculanti, sia di grande divertimento per i pappagalli.  Immaginatevi una casa (o parte di essa) con una corda magari in canapa tirata tra due muri attigui a cui vengono appesi una torre in legno e corda, giochi naturali, noci di cocco, e li vicino una mensola da cui pende una parete in corda per arrampicarsi, tutto ciò corredato da rami freschi di piante non tossiche che arrivano fino a terra (il salice o il bambù sono esempi esteticamente belli e sicuri)… oltre ad avere un bell’angolo verde in casa, si farebbe la felicità del pappagallo.

Anche la gabbia però, necessaria per la loro sicurezza in alcuni momenti della giornata, dev’essere resa entusiasmante. Questo si può fare aggiungendo altalene in corda, avvitando rami naturali in legno, ancor meglio se irregolari come i tralci di vite sabbiata o i Natural Living sia all’interno che all’esterno per aumentare la superficie di utilizzo, puntando molto sulla parte interna se fa difficoltà a starci volentieri magari aggiungendo amaca d’erba e tunnel in sughero.

Tutto questo basterà per fargli piacere un luogo in cui spesso rimane da solo? Non proprio, è qui che il proprietario deve mettersi in gioco per rendere la gabbia un luogo riconosciuto come tranquillo e piacevole. Dovrà passare in prossimità della gabbia molto tempo assieme al pappagallo, giocando lui stesso con gli oggetti all’interno, posizionando dentro braccia e testa (se ci sta), grattando la testa al pappagallo, o facendosela grattare, per dare alla gabbia un forte valore sociale.

Certo è che permettere all’animale di scegliere dove fare attività di gioco, dove alimentarsi e dove riposare a seconda delle sue preferenze, darà un maggior stato di autoefficacia all’animale e il proprietario, in questo modo, inizierà a conoscerlo meglio creando un’intesa relazionale maggiore. 


Dott.ssa Sara Mainardi

www.abctraining.it