I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per informazioni leggi la Cookie Policy
 > Notizie > Trixie news
30.09.2015
Da dove vengono i gatti di Halloween?
La ricorrenza di Halloween, pur non appartenendo alla tradizione popolare italiana, è diventata ormai da più di un decennio un appuntamento stabile di fine Ottobre.

Da dove vengono i gatti di Halloween?

La ricorrenza di Halloween, pur non appartenendo alla tradizione popolare italiana, è diventata ormai da più di un decennio un appuntamento stabile di fine Ottobre. Più che una tradizione culturale, si tratta di un “vestito” festivo conferito alla serata del 31 e che permette a grandi e piccini di passeggiare per le strade del quartiere a suon di dolcetto o scherzetto? (anche se, a dire il vero, i bimbi che bussano alla mia porta si aspettano il dolcetto senza troppe moine!).

Insieme alla ricorrenza di Halloween, si e' imposta anche la simbologia di questa festa, con il suo carico di pipistrelli, di zucche tenebrose, di streghe su scope volanti e, naturalmente, di gatti neri.
 Da dove arriva questo connubio tra Halloween e i gatti? 

Stiamo parlando di una festività di origine britannica legata alla commemorazione di Ognissanti che, in seguito alla rottura tra protestantesimo e cattolicesimo nei primi decenni del 1600, ha assunto connotati laici. In particolare, la versione oggi nota è stata concepita a partire dai primi Padri Pellegrini trasferitisi sulle coste americane nel 1620. 

I Pilgrim fathers erano di estrazione protestante e votati al rigore puritano. Se volete farvi un’idea di cosa significasse essere protestanti e puritani in quegli anni, vi consiglio la visione del film La lettera scarlatta, di Roland Joffé o la lettura del romanzo omonimo di Nathaniel Hawthorne, da cui la pellicola è tratta. 
Benché fossero in rottura con la Chiesta cattolica, causa della loro partenza dalle coste britanniche, i Padri Pellegrini avevano traghettato molte delle credenze della loro terra d’origine. Come già facevano i loro ex-compatrioti in Europa da almeno un centinaio d’anni, essi credevano ciecamente all’esistenza delle streghe, le ritenevano legate al diavolo e al mondo della notte, che andassero perseguite, arse sui roghi, “liberate” dal male. Stessa sorte toccava ai gatti, incarnazione stessa delle streghe, ritenuti animali che comparivano dal nulla durante misteriosi riti satanici allo scopo di onorarli. Probabilmente, la spiegazione più plausibile è che, essendo girovaghi notturni e curiosi, essi si introducessero nelle grotte e negli anfratti dove, nottetempo, i dissidenti religiosi si riunivano e venissero per questo accusati di essere l’emanazione del satanismo. 

In quegli anni di superstizioni e fervore religioso repressivo, tutti i gatti venivano perseguitati, non solo quelli neri, sia da protestanti che da cattolici, tanto che in Europa si rischiò l’estinzione della specie. Ai gatti neri veniva semplicemente riservato un trattamento peggiore di altri. 

A testimonianza di ciò, la ristrutturazione di un cottage in Gran Bretagna nel 2009 ha riportato alla luce la mummia di un gatto di 400 anni fa (esattamente il periodo in cui i Padri Pellegrini si insediarono negli USA), nascosta tra le pareti. Secondo gli antropologi, l’abitudine di murare i gatti all’interno delle pareti domestiche serviva proprio per irretire e tenere lontane le streghe. 
Il connubio tra gatti neri e Halloween, dunque, è precedente alla festività e ricorda un periodo drammatico per questi animali. Si ricollega ad una tradizione medioevale di radice europea e cattolica prima, americana e protestante dopo, che a dispetto di quello che era accaduto in epoca egizia, detestava i gatti e li voleva indiscriminatamente al rogo. I coloni inglesi non hanno fatto altro che portare oltreoceano queste convinzioni e, corroborati dal fervore protestante, incupirle con i temi della morte e del malaugurio. 

Insomma, se vogliamo festeggiare i gatti, la ricorrenza del 31 ottobre non sembra la più adatta. Per fortuna, da qualche anno e' stata istituita la Giornata mondiale del gatto, che ricorre il 17 febbraio e che valorizza i gatti al di là di qualunque antiquata superstizione.

Dott.ssa Sonia Campa

http://www.pet-ethology.it/